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  La Magia è da annoverare tra le ville più prestigiose dell’entourage pistoiese. Eretta su di un'altura alle pendici settentrionali del Montalbano, la villa domina incontrastata la pianura con il suo aspetto monumentale di residenza fortificata che ha assunto nel corso dei secoli. Alla famiglia Panciatichi si deve l'edificazione della dimora. Corrado Panciatichi iniziò nel 1335 ad acquistare alcuni terreni in località la "Magia"; questo termine, infatti, già noto come toponimo dalla metà del Duecento, costituirà l'appellativo con il quale sarà poi denominata la residenza. 

 

Il nucleo originario dell'edificio, che risale al quarto decennio del Trecento, era costituito da una casa da signore turrita. Tuttavia, l'edificio medioevale nel corso del Quattrocento fu modificato in un insediamento architettonicamente più articolato. All'immobile fu conferito infatti un impianto quadrangolare con due avancorpi agli angoli contrapposti diagonalmente e sporgenti dalla linea perimetrale esterna. In questa sistemazione dovette vederla l'Imperatore Carlo V quando nel 1536 vi fu offerta una battuta di caccia in suo onore dal duca Alessandro de'Medici.

     

Proprio la famiglia Medici, nella persona di Francesco I, diventa proprietaria, tra il 1583 e il 1584, di tutta la tenuta della Magia. Con questo acquisto il granduca, che proseguiva il piano paterno di espansione territoriale, rafforzò il dominio familiare nella zona del Montalbano, dove fin dai tempi di Lorenzo il Magnifico i Medici avevano intrapreso la costituzione di un tessuto compatto di possedimenti fondiari. Fu lo stesso Francesco I che commissionò all'architetto di corte Bernardo Buontalenti la ristrutturazione di villa la Magia. Contemporaneamente ai lavori di ristrutturazione della residenza il granduca ordinò, sempre al Buontalenti, il progetto per la realizzazione di un lago artificiale. Questo, attuato poco distante dalla villa, fu realizzato in funzione della pesca come della caccia, attività a cui spesso il granduca si dedicava. Ed è proprio seguendo l'andamento della cacciagione, silvestre e palustre, secondo le varie stagioni, che il granduca si muoveva da una zona all'altra della Toscana facendo capo alle numerose ville sparse su tutto il territorio. Ferdinando I, successo al fratello Francesco nel 1587, fece infatti costruire in questa zona le ville d'Artimino e di Montevettolini che, insieme alle residenze di Cerreto Guidi e dell'Ambrogiana, oltre ad essere pratico punto d'appoggio e di sosta durante le battute di caccia, costituivano anche un valido sistema per l'amministrazione e per il controllo delle loro proprietà. Sappiamo, inoltre, che dal 1550 esisteva il Barchetto della Pineta, mentre intorno al 1626 verrà realizzato il Barco Reale Mediceo come luoghi adibiti alla caccia.L'assetto planivolumetrico conferito alla villa dagli interventi tardo-cinquecenteschi appena ricordati fu sostanzialmente mantenuto fino al 1645, anno in cui il possedimento mediceo fu venduto alla nobile famiglia Attavanti.

 

Questa famiglia, nei primi decenni del Settecento, dette un nuovo ordinamento all'interno dell'edificio introducendo peraltro una monumentale scala coperta a volta unica ed un sontuoso salone di rappresentanza. Quest'ultimo venne affrescato con scene mitologiche dal pittore fiorentino Giovanni Domenico Ferretti, uno dei più importanti artisti toscani del XVIII secolo. Numerose le personalità artistiche presenti, fra queste giova ricordare anche Tommaso Gherardini.

 

Nel 1766 il nobile pistoiese Giulio Giuseppe Amati acquistò dagli eredi della famiglia Attavanti la Magia con tutti gli annessi; a costui si devono interventi murari e decorativi del giardino romantico sistemato sul fianco orientale della residenza. Ultimo discendente della famiglia Amati, Tommaso nominò proprio erede del suo casato Giulio di Luigi Cellesi (1863), con l'obbligo di assumere il doppio cognome. Oggi la villa è di proprietà dell'amministrazione comunale, che ha stilato l'atto di compravendita nel corso del 2000 con la contessa Marcella Pagnani Amati Cellesi, moglie del terzogenito, ed ultima erede della nobile famiglia pistoiese.

 

Dal 2005, per volere dell'Amministrazione comunale, è nato il centro espositivo d’Arte Contemporanea in cui sono state realizzate rilevanti mostre. Ogni artista è chiamato, attraverso la sua poetica, a leggere lo "Spirito del luogo" e ha lasciarvi una traccia del proprio passaggio.Artisti presenti nella collezione permanente del parco: Fabrizio Corneli, Anne e Patrick Poirier, Marco Bagnoli, Nagasawa, Maurizio Nannucci e Daniel Buren.

 

Da Giugno 2013, Villa la Magia è divenuta Patrimonio dell'Umanità, sito UNESCO, insieme ad altre 12 ville e 2 giardini. 

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